|
Eh si’,
ancora sui figuranti, mia croce e delizia da sempre.
E’ da diverso tempo che mi pongo delle questioni sul lavoro dei
figuranti in gara a livello nazionale e internazionale, questioni
che vengono ulteriormente giustificate e motivate dagli scambi di
opinioni frequenti con innumerevoli figuranti di ogni nazione e che
mi provocano notevoli perplessità. Ovviamente non sono io che posso
rispondere alle mie questioni ed é per questo che ho deciso di
affidarle a una lettera aperta a tutti i giudici, figuranti e
responsabili del settore addestramento dei club delle razze da
utilità e difesa che, qualora fossero stimolati al dibattito, anche
se non d’accordo con le mie affermazioni, sono invitati ad
intervenire.
La concezione dello sport(quindi anche l’attività del figurante),
anche degli sport di squadra, é cambiata da diversi anni a questa
parte : si é privilegiata sempre di più la velocità di esecuzione e
la fisicità anche a discapito della tecnica, del gesto tecnico ben
eseguito! Cio’ é avvenuto anche per quello che riguarda la
performance dei figuranti in gara. La scienza dell’allenamento e
dello sport ci dice da molto tempo che un gesto tecnico é efficace,
redditizio ed « economico » solo se eseguito in una certa maniera,
quella corretta. E questo gesto correttamente eseguito dona
all’esecuzione , al movimento dell’atleta una armonia, una
plasticità innegabile ed « apprezzabile » anche dall’occhio
inesperto. E’ come l’anatomia del cane, l’appartenenza allo standard
che dona al soggetto la bellezza funzionale! Al contrario di altri
sport, dove una tecnica scarsa da parte dell’atleta va solo a
detrimento suo e della sua squadra, per quanto concerne un figurante
una sua carenza tecnica va a detrimento del cane, poiché il
figurante con la sua opera deve mettere in risalto le qualità e il
livello di addestra mento del cane in gara e così permettere al
giudice di valutare! Qualche esempio? Figuranti che si preoccupano
solo di essere veloci nei riaffronti e quindi che partono
addirittura prima di fare la minaccia sul cane, partono prima di «
gamba » lateralmente per il trasporto e dopo alzano il braccio del
bastone. Figuranti che nel momento che il cane esegue il lascia
abbassano un po’ la manica mettendola con la punta verso il basso e
non mantenendola quindi parallela al terreno, posizione questa
ideale per permettere al cane una buona presa nel riaffronto. E
quindi nel riaffronto cosa fanno? Devono per prima cosa muovere la
manica riportandola parallela al terreno, e quindi mettono il cane
in preda, e poi, ancora un errore, partono subito, come detto più
sopra, per il trasporto, riducendo quindi il riaffronto, che non
c’é, a un morso in predazione ! Poi spesso il bastone viene «
sventolato » al lato della manica e della testa del cane. Quindi
dove é « il riaffronto e la minaccia » sotto la quale il cane deve
passare per mordere prontamente prima che ci si metta in movimento e
quindi cercare di bloccare il figurante ? Altra cosa é mantenere la
manica parallela al terreno nella cessazione e da questa posizione
far partire prima il bastone con una pressione contemporanea delle
spalle sul cane,abbassare il bastone sul cane e POI partire in
trasporto : qui é il cane che deve entrare sotto la minaccia. Il
cane deve reagire alla minaccia e non al movimento laterale del
figurante. Durante il trasporto si deve mantenere il cane al centro
del proprio corpo, con dei passi ampi, il gomito del braccio con la
manica che non deve MAI uscire dalla proiezione del busto e
soprattutto i passi non devono essere laterali, ma in diagonale
verso il cane, il quale si deve sentire SPINTO e non trascinato, il
figurante deve esercitare una pressione fisica e psichica sul cane
Carenze in generale nei trasporti, mancanza di « pressione » sul
cane, figuranti che si muovono come macchinette, veloci, con
movimenti stereotipati, meccanici ma che non esprimono niente,non
stimolano niente nel cane, forse belli a vedersi ma « asettici »! Il
cane si appende,non contrasta perché il figurante non stimola nulla.
Poi ancora, trasporti che a vedersi sono « disarmonici », anche
all’occhio inesperto, e dunque »sbagliati » per la ragione espressa
sopra. Molto spesso se si chiede a un figurante con quale gamba deve
partire per il trasporto e PERCHE’, non sa rispondere. Parliamo del
riaffronto dalla condotta da dietro ; quante volte il figurante si
gira e invece di fare almeno un passo sul cane con una minaccia lo
aspetta con il bastone alto sulla propria testa. Questo é quasi un «
invito » per il cane e non una aggressione verso il cane.. Ancora ,
quanti figurante non si curano di mettere ,alla fine del trasporto,
i cani tutti nella stessa posizione rispetto al conduttore e al
giudice, spesso creando delle situazioni di differente difficoltà
tra i concorrenti. ; Attenzione é ovvio che ogni cane cercherà di
determinare lui la direzione del trasporto, ma il buon figurante
sarà lui a menare la danza negli ultimi passi per « piazzare » il
cane nella posizione ideale e uguale per tutti. Mi permetto una
piccola parentesi : anche diversi giudici spesso danno prova di non
saper « tenere il campo » non trovando la loro posizione in rapporto
all’esercizio! Ma continuiamo nell’analisi : figuranti che nel
lanciato corrono come furie contro il cane e che si trovano in
difficoltà, con un cane veloce, nell’impattarlo, restando perplessi
sul lato dove scaricarlo o addirittura « forzano » il cane a entrare
dal lato che LORO hanno deciso ma che non é necessariamente quello
che ha deciso il cane. Un GRANDE personaggio mi disse una ventina di
anni fa : vedi Carlo, non «é il figurante che deve correre, che deve
coprire la distanza , ma é il cane. Coprendo la distanza ha il tempo
di pensare e di valutare quello che sta succedendo senza essere
stimolato. Il figurante solo negli ultimi metri deve cambiare
atteggiamento e sfoderare la minaccia sul cane che dovrà quindi
reagire a questo cambiamento improvviso e ravvicinato di situazione!
Abbiamo già detto dell’attitudine a « forzare » il lato di entrata
nel lanciato, con il risultato tragico, se il cane non accetta
questa forzatura, di gravi traumi sull’animale per l’impossibilità
da parte del figurante di scaricare un cane che entra sulla sua
gamba di appoggio, avendo invece « liberato » l’altro lato. Inoltre
un tipo di atteggiamento di questo genere DEVE presupporre una
perfetta e rigorosa preparazione psicofisica del figurante :
considerando la velocità del cane e quella del figurante verso di
lui un piccolissimo anticipo o ritardo nell’ammortizzamento creano
una differenza di distanza di« invito » di qualche metro e sappiamo
bene quanto sia importante !! Trasporti a gomito alto e braccio
diagonale rispetto al terreno, che facilita, libera di più il
figurante, destabilizzando un po’ il cane, ma questa posizione
penalizza spesso la presa (torsione del collo e spesso « aria » nel
lato della direzione del trasporto). Insomma a mio parere troppe
carenze tecniche! Ripeto che un gesto tecnico bene eseguito é
funzionale ed economico rispetto a uno male eseguito e quindi si
puo’ ben capire la sua importanza in una competizione con 80/100
cani !!!
Ho voluto semplicemente mettere per iscritto mie riflessioni, la mia
analisi dei fatti che da diversi anni vedo sui campi di gara,
insomma ho gettato un sasso nello stagno con la speranza che le
acque si smuovano un po’per scongiurare anche i rischi di infortuni
ai nostri compagni di sport, perché trovo che chiediamo loro sempre
di più, li « spingiamo » sempre di più, ma i figuranti non si
adeguano certo preparandosi più puntigliosamente, per restare
all’altezza delle performance ormai stratosferiche ,quasi da UFO,
dei nostri cani. |