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1° TROFEO RENATO TUZZI di Martina Vidulich
Siamo a pranzo in
sezione, una domenica come tante, e come tante altre
volte ascolto i racconti del presidente. Questa
volta comincia così: “eravamo nel 1973, ho preso il
mio cane e sono andato da Renato. Tutti andavamo da
Renato, tutti in Friuli che abbiamo cominciato a
lavorare i cani siamo passati dal campo di Renato,
c'erano Nerina ed Anaela bambina.”
Altre voci, Renzo
questa volta: “partivamo con Renato e Mario, con tre
cani maschi liberi nel bagagliaio, mica c'erano le
familiari, le station wagon, ci arrangiavamo come
potevamo, ma tutti erano in pensiero quando
arrivavamo noi dal Friuli; ci dovevamo iscrivere
all’ultimo momento altrimenti eravamo a gareggiare
da soli”.
Renato Tuzzi è
un'icona per il Friuli Venezia Giulia. È il nome
stesso dell'inizio della SAS nella nostra Regione. È
sinonimo di addestramento. È significato di
sacrificio, passione, amore per il proprio cane.
La cornice migliore
per poter organizzare una gara di utilità e difesa è
offerta da San Daniele, nella particolarissima
cornice della celeberrima manifestazione “Aria di
festa”, dove si celebra il prodotto per eccellenza
di questa terra.
Lo stadio messo a
disposizione sorge su uno spuntone arieggiato ed
ombroso nel mezzo della Salita al mercato,
consentendo una buona visibilità del nostro sport
anche ai non addetti ai lavori che si fermano
incuriositi.
La partecipazione
purtroppo è un poco scarna, solamente 12 gli
iscritti a catalogo, di cui 1 in Ipo 1, 2 in Ipo 2 e
7 in Ipo 3; un concorrente in ognuna delle classi
avviamento ed esordienti.
Giudici della
manifestazione Anaela Tuzzi e Carlo Mezzetti,
figuranti gli altoatesini Oberburger ed Amistani.
Partecipazione non
folta ma profondamente commossa. La presentazione
della manifestazione al pubblico presente in tribuna
da parte del responsabile per l'addestramento
regionale Gianfranco Cimò, anch'egli allievo di
Tuzzi, non è scevra dal groppo in gola.
Stante il tempo che
per una volta tanto non era tiranno, nelle classi
esordienti ed avviamento il giudice Tuzzi ha
spiegato in maniera esaustiva ma semplice al
pubblico i principi su cui si fonda il lavoro di
utilità e difesa, i singoli esercizi, le differenze
fra le varie classi, il grado crescente di
difficoltà degli stessi.
Klemse con il suo
Candy e Pastoressa con Helly hanno aperto la gara,
con dei buoni risultati in obbedienza.
Micaela Martinuzzi
con Gandalf in Ipo 1, Alessandro Rossi con Oplà e
Roberto Michelazzi con Will in Ipo 2 hanno
gareggiato in una bella giornata caldissima, tipica
di un'estate finalmente giunta anche se
ritardataria.
In Ipo 3 gareggiano
Werner Runggaldier con il suo Vasko, Renzo Kocina
con Vinie, Pierino De Piccoli con Ex, Gianfranco
Genova con Vento, Attilio Di Domenico con Nikita, di
nuovo Rossi con Web.
Molto belle le
obbedienze di Runggaldier, e di Kocina,
emozionatissimo, lui, maestro di tutti noi.
Non è facile
descrivere quello che in quel momento si prova. Il
rispetto e l'ammirazione per il giudice Renato Tuzzi
permeano l'aria, si gareggia con la semplicità di
una volta, sono banditi gli agonismi esagerati ed
esasperati, l'esposizione di se stessi, a favore di
un evidente rapporto di reciproca interdipendenza
fra conduttore e cane basata sul lavoro comune.
Vince Vasko, un cane
di linee di bellezza, comportandosi molto bene anche
nella fase di difesa. Seconda Vinie, che alla
vigilia degli 8 anni dimostra ancora tutta la sua
tempra ed il suo eccezionale carattere, terzo Ex,
cane friulano che ha partecipato più volte al
campionato italiano di addestramento. Con piacere
ricordo anche le prestazioni di Nikita e di Vento,
che hanno gareggiato solo per onorare la memoria di
Renato Tuzzi.
Werner Runggaldier
viene premiato dalla signora Nerina Tuzzi, presente
a tutta la manifestazione, da Anaela e dal
“nipotino” Francesco, e porterà nel suo Alto Adige
un pezzo di Friuli.
Un sentito
ringraziamento va al consorzio del Prosciutto di San
Daniele ed in particolare alla signora Elena, socia
SAS, che si è prodigata per la buona riuscita della
nostra gara, oltre che logicamente a tutti i soci
che si sono prestati a collaborare sia in pista che
in campo. Un ringraziamento che è anche un
arrivederci, per la prosecuzione di una tradizione
testè fondata.
Alla fine della
giornata mi sento diversa, sento che mi è stato
inculcato un principio fondamentale ma troppo spesso
dimenticato o volutamente ignorato. Oltre alla
passione, allo spirito di sacrificio, alla
dedizione, all'amore sconfinato per il nostro 4
zampe, al rapporto costruito bilateralmente, per
poter lavorare con il nostro pastore tedesco, che
sia utilità e difesa, che sia bellezza, è requisito
necessario ed imprescindibile, un principio
essenziale: l'umiltà. Di imparare.
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